Lo Yuan digitale cinese

China’s digital currency program

di Mariaester Venturini

È da qualche tempo che la marcia del China’s digital currency program, meglio noto come Digital Currency Electronic Payment (DCEP) sta accelerando il ritmo. La Cina, in poche parole, ha lanciato una versione digitale della propria valuta nazionale, affidandosi ad un sistema blockchain. In questo modo, ogni yuan in circolazione emesso dalla Banca popolare cinese potrà essere o di moneta e carta, o digitale. Gli esperti di finanza globale si attendono da Pechino una progressiva transizione dalla valuta fisica tradizionale a quella virtuale, andando a diminuire le quantità della prima in favore della seconda.

Il progetto dello yuan digitale è stato lanciato nel 2014 dall’allora capo della Banca Popolare della Repubblica Cinese, Zhou Xiaochuan, fautore di una nuova riserva internazionale di valuta alternativa al dollaro. Alcuni osservatori delle questioni cinesi sospettano che Xi Jinping nutra grandi speranze per un uso internazionale dello yuan digitale, mentre prova a diminuire la dipendenza del paese da un sistema finanziario globale guidato dagli Stati Uniti. Il Governo cinese punta molto sull’appeal internazionale della valuta digitale e sul fatto che i consumatori cinesi sono già abituati all’acquisto online e all’utilizzo dei sistemi digitali di pagamento. Secondo il quotidiano online South China Morning Post, infatti, nel 2019 sono stati effettuati in Cina pagamenti su rete mobile pari a 53.000 miliardi di dollari, mentre sono quasi 800 milioni gli utenti di commerce a livello nazionale.

Negli ultimi mesi sono state lanciate sperimentazioni nel mondo reale in diverse città (Shenzhen, Souzhu e Pechino) per un totale di 110 milioni in voucher e secondo indiscrezioni lo Stato vorrebbe rendere disponibile l’utilizzo a visitatori e atleti in occasione delle Olimpiadi invernali nel 2022. Anche ai residenti di Hong Kong è stato permesso di utilizzare durante un’intera giornata la moneta virtuale per effettuare pagamenti nella vicina Shenzhen, facendo leva sulle caratteristiche tipiche delle Free Trade Zone.

Il servizio di alimentari online di Alibaba e le unità di consegna del cibo, tra cui il sistema di consegna del cibo ele.me, il supermercato Tmall e i negozi di alimentari Hema, ha riferito Caixin l’11 maggio 2021, sono stati inclusi nel programma pilota cinese di yuan. Gli utenti di queste piattaforme potrebbero trovare l’opzione “yuan digitale” come modalità di pagamento. Ciò consente alla valuta digitale nazionale di accedere al miliardo di utenti del gigante di Internet. Anche una banca privata, secondo quanto riportato dal quotidiano China Daily, viene inclusa nel programma pilota cinese dello yuan digitale. La Zhejiang E-Commerce Bank, con sede a Hangzhou, nella provincia di Zhejiang, è diventata la settima banca, insieme a sei banche statali, ad offrire il test dello yuan digitale. Banca nella quale il gruppo Ant, divisione tecnologica finanziaria di Alibaba, detiene la quota maggioritaria con il 30 percento.

La novità dello yuan digitale non avrebbe però impressionato più di tanto i comuni cittadini cinesi, già abituati ai pagamenti cashless. Anzi, secondo quanto riporta Bloomberg, sarebbero più diffusi i motivi di perplessità. Tra gli utenti sono diffuse le preoccupazioni per la privacy e per le difficoltà nell’aderire correttamente a un sistema fiscale frammentario, su cui il governo potrebbe avere diretto controllo, ma nonostante questo, secondo le previsioni lo yuan digitale potrà coprire il 9% delle transazioni digitali cinesi entro il 2025.

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