L’evoluzione digitale della supply chain

Dati paperless, rivoluzione per infrastrutture, logistica,
dogana, professioni e… linguaggio

ROMA – 23 giugno 2026. La storica sala della Regina, presso la Camera dei Deputati, accoglie il convegno Anasped “L’evoluzione digitale della supply chain”. L’evento è il tassello perfetto che completa il mosaico, iniziato nel 2022, con il quale la nostra Federazione, vera e propria antesignana, ha per prima tracciato l’impatto della digitalizzazione nella logistica¹ e nell’universo doganale².

Digitalizzazione. Tutt’altro che semplice scansione di documenti, scrivevamo allora³. Una sorta di setaccio che estrae –  potremmo dire anche astrae –  la pepita da terra ed impurità, aggiungiamo ora. Paragone fantasioso, fuori dagli schemi? Forse, ma a ben vedere non è poi così distante dalla realtà. Del resto, la digitalizzazione è uno strumento e oggi, accanto all’oro nero, a quello blu e a quello verde⁴ spicca – incolore – l’oro del nostro tempo. I dati. Privi del supporto cartaceo.

Rappresentazioni della realtà per la prima volta definiti nella bozza di nuovo CDU⁵, i dati sono tanto più preziosi quanto intangibili, immediatamente disponibili, organizzati in una piattaforma centrale, condivisi, sicuri, affidabili.

Soddisfano un’implacabile sete di conoscenza, dettata dalla necessità di avere una visione d’insieme, mettere in relazione gli eventi, compiere scelte corrette, accorciando tempi di reazione e decisionali.

I dati consentono di avere un controllo costante, completo e in tempo reale su aspetti tributari ed extratributari dei flussi di merci che attraversano il mondo. Permettono ad infrastrutture, logistica e dogana – utilizzando le lungimiranti parole dell’Onorevole Cosimo Ventucci nei suoi saluti iniziali – di “seguire la realtà del moderno, che vuol dire futuro”.

Ed è attorno a queste direttrici che si snodano gli interventi degli illustri relatori nei tre panel che compongono il convegno.

Il primo di questi, dedicato alla riforma della governance portuale e moderato dalla giornalista Giorgia Pacione Di Bello, vede i Presidenti di Conftransporto, Pasquale Russo, UNIPORT, Pasquale Legora De Feo, Federlogistica, Davide Falteri, Confetra, Carlo De Ruvo, e il Presidente AdSP Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano, confrontarsi sull’aggiornamento della storica Legge 84/1994.

La riforma introduce un cambio di rotta rispetto agli orientamenti del Legislatore del 1994. La decisa valorizzazione delle specificità locali – numerose in un contesto unico come il nostro, con quasi 8.000 Km di costa – verrebbe mitigata dalla creazione di “Porti d’Italia SpA”.

Società a controllo pubblico, “Porti d’Italia SpA” dovrebbe avere una visione d’insieme sugli investimenti, evitare la concorrenza fra porti adiacenti, snellire le procedure. Dovrebbe, inoltre, favorire l’interoperabilità dei sistemi, la condivisione dei dati, l’uniformità e la gestione omogenea non solo dell’infrastruttura fisica, ma anche di quella – sovrapposta –  digitale⁶.

Il tutto preservando dialogo ed equilibrio con le Autorità di Sistema Portuale, passate da trenta a sedici con l’intervento di razionalizzazione operato dal D. Lgs 169/2016.

Peraltro, nel panorama UE, la governance unitaria dei porti non è un’esclusiva made in Italy, ma è già stata avviata, ad esempio, in Spagna, con la società “Puertos del Estado”⁷, che coordina le differenti Autoridades Portuarias de España.

Spinta alla centralizzazione nei porti, adozione di modelli integrati anche negli aeroporti, come commenta nel panel seguente Federico Scriboni, Director Aviation Business Development Aeroporti di Roma, così come in ambito doganale.

La convergenza di moltissimi dati digitali nell’EU Customs Data Hub gestito dall’EU Customs Authority – due pilastri della riforma del CDU – dovrebbe, infatti, rafforzare la frontiera esterna dell’Unione, secondo il Direttore ADM, Claudio Oliviero. Un’analisi dei rischi a livello unionale darebbe, inoltre, nuovo slancio all’integrazione europea e, soprattutto, consentirebbe di superare finalmente l’ammonizione della Corte dei Conti⁸.

Un traguardo ambizioso, che può essere raggiunto solo se i dati sono affidabili, sicuri ed accompagnano, in una sorta di “data pipeline”⁹, una spedizione lungo tutto il suo percorso.

Ed è proprio in questi ambiti – affidabilità e trasversalità dei dati – che si specializzano, creando nuove opportunità di crescita, doganalisti, CAD ed esperti informatici, rappresentati dai Presidenti Anasped, Massimo De Gregorio, Assocad, Stefano Rigato, e dal Coordinatore Italia EurTradeNET, Giacomo Morabito.

Mettono in luce come doganalisti e CAD evolvano sempre più verso un’attività di consulenza e di supporto alla due diligence delle aziende che rappresentano, mentre l’esperto informatico diventa una figura capace di spaziare fra normative, valicare confini e tradurre il tutto in applicazioni e software.

Trasformazioni che testimoniano come la digitalizzazione, oltre che uno strumento, sia anche la scintilla per la ridefinizione delle competenze e del ruolo degli attori della catena logistica.

Un aspetto evidenziato molto bene dal cambiamento lessicale che emerge nel dibattito del terzo e ultimo panel fra Loredana Sasso, Dirigente Ufficio AEO Compliance e Grandi Imprese, Marlene Mauro, Dirigente ufficio e Regimi Doganali, Sara Biazzi, Doganalista di AnaspeDoganaGiovani, Serena Pellegri, Rappresentante di Assocad e il Professor Enrico Perticone, guidati dalla giornalista Natalia Encolpio.

Il doganalista, l’intermediario fra azienda e autorità doganale non è più descritto in modo generico come transitario, ma diventa un customs compliance advisor o, in italiano, un consulente per la competitività.

Grazie alle sue competenze interdisciplinari, alle sue abilità linguistiche e, perché no, digitali, sostiene le imprese nella creazione di processi sicuri, conformi, per ottenere dati affidabili. Solo i dati affidabili, infatti, possono generare l’informazione.

Il doganalista implementa procedure, strategie per la raccolta, la selezione e l’archiviazione dei dati, attraverso le quali gli operatori possano destreggiarsi nel complesso mondo degli adempimenti tributari ed extratributari.

La nostra professione evolve, quindi, verso una figura con competenze consulenziali strategiche, un revisore che attesta l’affidabilità dei dati forniti all’EU Customs Data Hub, nel solco di quanto già previsto  dalle circolari ADM 14/2024 e 21/2025 per l’attribuzione di nuovi compiti ai doganalisti.

Le parole sono i mattoni con i quali costruiamo il pensiero e la cartina tornasole del nostro tempo. Già nel 2000¹⁰, alla nostra professione di spedizioniere doganale è stata associata la parola doganalista. Un’aggiunta che ne ha enfatizzato il contenuto intellettuale, non solo operativo.

La descrizione oggi del doganalista come consulente, advisor, revisore, pone l’accento su aspetti ancora più raffinati dell’intelligenza, ma solo di quella umana. Si tratta del pensiero critico, della capacità di ascolto, dell’empatia, della creatività, della curiosità, dell’entusiasmo e del desiderio di studiare, approfondire.

Un bagaglio di competenze personali – soft skills in quella che ormai è la lingua franca – che auguriamo alle nuove generazioni che si avvicinano alla nostra splendida, intramontabile, professione.

Elena Di Benedetto

AnaspeDoganaGiovani

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¹ Evento “Lo Spedizioniere Doganale – Digitalizzazione e Difesa Cyber nella logistica delle merci”, Trieste, marzo 2022.

² Evento “Dall’informazione doganale alla digitalizzazione”, Trieste, marzo 2023.

³ “Rapporto tra Spedizioniere Doganale, digitalizzazione e difesa Cyber. Autorità, professionisti, doganalisti esperti e giovani studenti pronti ad inseguire il vento del cambiamento” – Anasped, La Nostra Voce, Numero 3, Anno IX, Marzo 2022.

⁴ Rispettivamente petrolio, acqua e terre coltivabili, tratto da Cerretti C, Marconi M., Sellari P., “Spazi e poteri. Geografia politica, geografia economica, geopolitica”, Ed. Laterza, settembre 2019, cap. 14 “Le risorse della globalizzazione” pag. 326.

⁵ 2023/0156 (COD) art. 5.16.

⁶ In tal senso, interessante il paragrafo introduttivo di Filippo Santelli nell’articolo “Non solo cemento, il futuro corre sui dati”, pubblicato da “La Repubblica” in “Affari & Finanza” di lunedì 6 luglio 2026.

Inicio | Puertos del Estado

⁸ Relazione 04/2021 “Controlli doganali: l’insufficiente armonizzazione nuoce agli interessi finanziari dell’UE”.

⁹ Espressione tratta da Satya Prasad Sahu, COMMISSIONER (SINGLE WINDOW), INDIAN CUSTOMS, “WCO Data Model: the bridgehead to connectivity in international trade”, WCO news N° 76 February 2015.

¹⁰ Legge n. 213/2000 art. 9 comma 1: “Gli spedizionieri doganali iscritti negli albi professionali, istituti con legge 22 dicembre 1960, n. 1612, quali esperti nelle materie e negli adempimenti connessi con gli scambi internazionali, sono anche definiti doganalisti”.

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