Compliance doganale: una sintesi

Uno dei temi più attuali in materia tributaria riguarda la rilevazione, misurazione e controllo del rischio fiscale.

Al fine di gestire questo rischio il legislatore italiano ha introdotto il regime di adempimento collaborativo nel 2015 al quale possono accedere solamente le imprese di maggiori dimensioni che si siano dotate di un efficace “sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale” (c.d. tax control framework o TCF). L’adozione di questo regime può comportare diversi vantaggi tra cui la mancata applicazione o la riduzione delle sanzioni amministrative in caso di contestazioni. L’adozione di un TCF viene ritenuto opportuno anche per le imprese che non adottano (o non possono adottare) questo regime fiscale.

Inoltre nel 2019 sono stati introdotti alcuni reati tributari tra i reati presupposto del D.Lgs. 231/2001. In sintesi si ricorda che questo Decreto ha introdotto una forma di responsabilità amministrativa degli enti al verificarsi di uno dei reati presupposto qualora esso venga commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente. Questo può ritenersi esente da responsabilità quando dimostra di aver adottato un efficace modello di organizzazione gestione e controllo (c.d. modello 231 o MOG231) e quando ha istituito un Organismo di vigilanza (c.d. OdV) dotato di autonomi poteri di controllo. Alternativamente l’ente può dimostrare che il reato è stato posto in essere eludendo fraudolentemente il MOG231.

 

 

***

In seguito all’ampliamento dei reati presupposto al contrabbando, gli operatori doganali, in particolare quelli che effettuano numerose importazioni, dovrebbero, affinché venga ridotto il rischio della responsabilità amministrativa in esame, adottare un modello 231 e nominare un Organismo di vigilanza. A breve questa necessità si estenderà ai soggetti che operano nel settore accise.

Tuttavia, la mitigazione del rischio doganale non si risolve solamente con il rispetto della normativa 231 in quanto questa non verte su tutti gli illeciti di natura penale previsti dalla normativa doganale e non prende in considerazione gli illeciti di natura amministrativa.

Per tale ragione, l’implementazione di un TCF doganale dovrebbe essere incentivato al fine di ridurre il rischio di contestazioni da parte dell’Agenzia delle Dogane (ADM).

Ciò appare ancor più rilevante se si tengono in debita considerazione le recenti novità legislative che introducono nuove restrizioni sulle importazioni ed esportazioni. Basti pensare alle misure sanzionatorie economiche imposte alla Russia che impongono agli operatori doganali una accurata due diligence contro il rischio di elusione delle sanzioni, nonché altre novità legislative volte alla tutela dell’ambiente quali il CBAM (Reg. UE 2023/966), le restrizioni all’importazione di materie prime e prodotti che possono aver contribuito alla deforestazione (Reg. UE 1115/2023) e il divieto di immettere nel mercato europeo microparticelle di polimeri sintetici (Reg. UE 2055/2023).

 

Michele Ippolito

Dottore Commercialista e Revisore Legale

Dottore di Ricerca in diritto processuale tributario

 

  • Newsletter 2026 – 4

    NewsletterAprile 2026 Anno XIII – Numero 4 in questo numero parliamo di:

    Leggi tutto

  • Sdoganamento centralizzato

    Un’architettura perfetta per una semplificazione… tutt’altro che banale ROMA – aprile 2026. È nella splendida cornice dell’Hotel Mediterraneo che, durante l’Assemblea Anasped, si svolge la tavola rotonda ADM – operatori dedicata allo sdoganamento centralizzato. Un tema inedito – sono ancora pochi i convegni su questa semplificazione – che la nostra Federazione approfondisce con un parterre

    Leggi tutto

  • Assemblaggio e antidumping esteso

    Cartellino giallo per la Commissione, il “no” del Tribunale alle interpretazioni contra legem Una recente sentenza del Tribunale dell’Unione europea, nella causa T-379/23, offre l’atteso tassello mancante nella definizione di elusione dei dazi antidumping, chiarendo i presupposti dell’estensione di tali misure ad altri prodotti. L’articolo 13 del regolamento UE 2016/1036 (nel prosieguo, regolamento di base),

    Leggi tutto

  • Valore in dogana e utilizzo delle banche dati: un dibattito intramontabile

    Piccolo viaggio fra storia, giurisprudenza, linee guida WCO e prospettive future Gennaio 2026. Dichiarazione H1 di prodotti tessili, normale operazione di compravendita fra parti non collegate. L’Ufficio doganale, a seguito di controllo documentale elevato a fisico, contesta l’attendibilità del valore di transazione dichiarato. Il prezzo unitario esposto in fattura, sensibilmente inferiore rispetto a quello estrapolato

    Leggi tutto

  • Bye bye duty free, al via la nuova tassa fissa per imprese e non solo

    A seguito dell’approvazione della Legge di bilancio per il 2026 è stato introdotto un nuovo contributo fisso di due euro per tutte le spedizioni di modico valore, per la precisione inferiore ai 150 euro, provenienti dai Paesi extra-UE, colpendo in particolare l’e-commerce e le grandi piattaforme. La misura, che ha dato seguito alla decisione del

    Leggi tutto

  • La reintroduzione di beni in franchigia

    Con un recente intervento di prassi (Circ. 28/2025, di seguito Circolare), l’Agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm, nel seguito) è ritornata, fornendo nuove istruzioni operative, sulla procedura di reintroduzione in franchigia di beni precedentemente esportati. In particolare, la Circolare affronta la procedura semplificata di gestione del regime in analisi. La disciplina della reintroduzione in franchigia

    Leggi tutto