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Board CONFIAD – Roma, 3 Marzo 2017

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di Massimo De Gregorio – Presidente CONFIAD

Nella splendida cornice romana si è svolto il primo board Confiad dell’anno 2017.
Hanno partecipato tutte le delegazioni degli associati alla Confiad oltre a una nutrita rappresentanza Italiana.
Il Consiglio direttivo ha ratificato la nomina del nuovo Liason Officier Avv. Gaia Pandolfi , già rappresentante permanente in Brusselles dell’Ordine Forense Italiano.
I lavori sono stati incentrati principalmente sulla programmazione delle prossime riunioni plenari della DG Taxud, dove verranno discussi molti emendamenti agli atti delegati presentati dalle varie associazioni.
Il Presidente ha aperto la riunione sottolineando il ruolo centrale che riveste il Codice doganale dell’Unione europea (Union Customs Code – UCC) istituito con Regolamento (Ue) n. 952/2013 che fornisce il quadro normativo necessario ad aumentare la cooperazione tra le autorità doganali dei paesi europei e potenziare l’interoperabilità e le sinergie tra i vari sistemi informativi e tecnologici. Il Presidente De Gregorio ha comunicato che il 21 dicembre 2016 la Commissione europea ha pubblicato la comunicazione dal titolo “Developing the EU Customs Union and its Governance” (Sviluppare l’Unione doganale e la sua Governance) (COM(2016) 813 final).
Dall’analisi del documento emergono chiare le due questioni principali al centro dell’azione dell’Unione Europea e in particolare del suo esecutivo: ossia da una parte il coordinamento tra gli Stati membri e i settori di intervento coinvolti nella gestione delle frontiere, dall’altra parte la necessaria attivazione delle risorse umane e finanziarie adeguate per realizzare concretamente l’obiettivo.
Tenendo presente l’attuale cornice istituzionale, quindi, è raccomandabile una rivitalizzazione del partenariato tra Stati membri e Commissione allo scopo di mettere in atto:

  • Una visione gestionale globale condivisa dell’Unione doganale tra Stati membri e Commissione al fine di garantire una cooperazione più flessibile e efficace e una migliore regolamentazione;
  • Una più efficiente applicazione delle regole attraverso un miglior coordinamento e cooperazione tra i servizi operativi sul terreno;
  • Un ruolo rafforzato per le dogane nel garantire una gestione delle frontiere e un’applicazione delle norme condivise, sviluppando una più stretta cooperazione e un più costante scambio di informazioni con le amministrazioni coinvolte nei settori di intervento rilevanti;
  • Una strategia di lungo termine concernente il settore dell’informazione e della tecnologia per fornire processi dai costi contenuti sia per amministrazioni sia per imprese che hanno rispettivamente competenza e proiezione frontaliera;
  • Una prestazione rafforzata delle amministrazioni doganali in tutta l’Ue mediante un uso esteso delle migliori pratiche e delle soluzioni innovative condivise.

Il Presidente ha inoltre sottolineato che l’Unione doganale ha raggiunto il traguardo dei 50 anni di vita ed è stata uno dei primi esempi di integrazione di successo nell’Unione.
Ha creato le condizioni per la nascita del mercato unico ed è stata un fondamento stabile per l’integrazione e la crescita economiche. Un’unione doganale forte e ben gestita può consentire all’UE di prosperare e sviluppare imprese competitive, preservare le proprie fonti di reddito e proteggere i cittadini dalle minacce terroristiche, dai rischi per la salute e per l’ambiente e da altre minacce. Come in molti settori politici, per ottenere risultati positivi occorre risolvere le divergenze tra i singoli Stati membri ed elaborare una strategia tesa al raggiungimento di obiettivi comuni.
L’obiettivo di fondo della comunicazione è affrontare la questione di come la Commissione e gli Stati membri possono agire sinergicamente per assicurare che l’attività dell’Unione doganale possa fornire il migliore contributo possibile alla prosperità e alla sicurezza dell’Ue e dei suoi cittadini. Infatti, a differenza del periodo in cui è stata concepita, cinquanta anni fa, ora l’Unione doganale deve fronteggiare sfide e minacce a quei tempi sostanzialmente sconosciute, almeno nelle forme attuali. Si allude, evidentemente, al terrorismo e ad altri fenomeni gravi di natura transnazionale e transfrontaliera che comportano l’arrivo e il transito non solo di individui pericolosi pronti a colpire i cittadini europei, ma anche di fonti di finanziamento delle organizzazioni terroristiche e criminali.
Il funzionamento dell’unione doganale è stato messo sotto pressione dal rapido cambiamento di tecnologie e modelli operativi, a cui si aggiungono i crescenti volumi di scambi mondiali, le persistenti minacce per la sicurezza e di criminalità internazionale, l’allargamento e approfondimento dell’UE e l’aumento delle competenze delle dogane. Ciò ha portato a una revisione importante del quadro giuridico con l’adozione e l’attuazione del codice doganale dell’Unione (CDU). L’obiettivo era creare un quadro di riferimento che consentisse alle imprese europee oneste, che agiscono nella legalità, di far fronte alla concorrenza quotidiana nell’economia globale senza gli ostacoli di una burocrazia superflua, trovando al contrario il supporto di servizi doganali unificati, informatizzati ed efficienti in tutta l’UE.
Pertanto, per l’unione doganale è ora fondamentale garantire che il codice doganale dell’Unione possa essere attuato in modo efficace ed efficiente dalle diverse amministrazioni doganali che agiscono come un’amministrazione unica, attuando nel contempo una cooperazione sinergica con le amministrazioni responsabili delle altre politiche che hanno ripercussioni sulle frontiere e sulla sicurezza interna.

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